Il lavoro
  editoriale
LA COLLANA HA PROPOSTO TRA IL 2003 E IL 2006, PER LE EDIZIONI KAMI, TESTI DI CRITICA LETTERARIA, NARRATIVA, SCIENZA, STORIA DELLE IDEE, BIOGRAFIE, NELLA CONVINZIONE CHE A DARE UNITA’ AI DIVERSI CAMPI DEL SAPERE SIA UN VALORE SPECIFICO: LA RICERCA. COL RICHIAMO NEL SUO TITOLO AL LIBRO DI ANDRE’ BRETON, SI RIAFFERMA L’ESSENZA DELLA SCRITTURA QUALE AZZARDO DI NUOVE ESPERIENZE DELLA MENTE
L'AMOUR FOU
 
Guillaume Apollinaire
   Aneddoti 1911-1918
2003 - pagine 192
 
La vita letteraria e artistica di Parigi nelle cronache che uno dei suoi maggiori protagonisti, Guillome Apollinaire, scrisse per il “Mercure de France sall’aprile 1911 al novembre 1918. I futuristi italiani, Picasso e il cubismo che il poeta tenne a battesimo, Rousseau il Doganiere, Gérard de Nerval, Jarry, Savinio, i Delaunay, Oscar Wilde e tanti altri passano in queste pagine sempre intrise di verve, fantasia e sottile umorismo. Lo scenario si sposta poi sul fronte della Grande Guerra. L’ultima nota, scritta pochi giorni prima che la “febbre spagnola” lo uccidesse, è un elogio della “divina poesia”.
Fiodor Sologub
   La luce e le ombre
2003 - pagine 150
 
Adolescenti inquieti, incompresi, già lontani dalla vita, sono i personaggi del romanzo breve Dolce come il veleno e dei racconti del grande scrittore russo. Cercheranno una via di fuga dal loro malessere esistenziale nella follia o nella morte. Con una scrittura tra surreale e grottesca Sologub rappresenta, attraverso queste vite di ragazzi condannate fin dall’inizio alla perdita. lo stato di disagio di una società tra Ottocento e Novecento.
Fiodor Sologub (1863-1927) divenne celebre con la pubblicazione del romanzo Il demone meschino nel 1905.
Catherine Millot
    Gide Genet Mishima
Intelligenza della perversione
2003 - pagine 150
 
I ritratti di tre grandi scrittori, tracciati tra biografia e psicoanalisi, alla ricerca dell’origine della loro “irregolarità”. Diversi per ambiente e storia personale, sono accomunati - più ancora che dall’omosessualità - da una propensione verso gli estremi e dalla capacità «di compiere il solo miracolo che conti: trasformare la sofferenza in giota e la mancanza in pienezza». L’autrice, allieva di Lacan. indaga nella loro infanzia le circostanze e i traumi che ne generarono il destino umano e l’opera di scrittori.
Giacomo Casanova
    Viaggio a Londra
2003 - pagine 192
 
Il racconto di un anno cruciale nella vita di Casanova, il 1763, trascorso a Londra, quando il grande libertino aveva 38 anni. Arrivato con una grande fortuna, la dissiperà in avventure straordinarie, fino a sottrarsi con la fuga alla minaccia di una condanna alla forca per debiti. Dall’amore per una donna misteriosa, alla sconfitta inflittagli da un’adolescente, al libertinaggio più sfrontato, la carriera del libertino si svolge sullo sfondo della società inglese del ‘700, rappresentata nei suoi singolari costumi.
 
Ivan Gonciarov
  Servitori del tempo antico
2004 - pagine 112
 
La Russia degli zar e dei servi della gleba attraverso una galleria di ritratti di domestici che lo scrittore ebbe al suo servizio. Cronache di vita di una larga categoria sociale, con i suoi vizi tradizionali (l’alcol soprattutto) ma anche con la sua ansia di riscatto, questi suggestivi racconti fanno emergere l’ambiguo rapporto tra padroni e servi a cui l’autore guarda con benevola ironia. Ivan Gonciarov è l’autore di uno dei più grandi romanzi russi dell’800: Oblomov.
René Pomeau
     Laclos
o il paradosso libertino
2004 - pagine 240
 
Un capolavoro della narrativa del Settecento, Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos, nell’analisi di uno dei maggiori conoscitori della letteratura francese dell’Illuminismo. Il critico indaga i moventi di seduttori e sedotti coinvolti nella scommessa mortale tra i due libertini Valmont e la marchesa di Merteuil, e intanto ricostruisce la paradossale vicenda dello scrittore, seguace di Rousseau e della sua esaltazione del sentimento ma autore del più grande romanzo del libertinaggio.
Boris Savinkov
   Diario di un terrorista
2004 - pagine 144
 
Il 4 febbraio 1905 il granduca Sergio, governatore generale di Mosca, fu ucciso da un commando di terroristi guidato da Boris Savinkov. Tra i protagonisti della violenza politica che sconvolse la Russia all’inizio del ‘900, l’autore racconta l’attentato e la tragica fine dei terroristi, e insieme una duplice storia d’amore, segnata da un cupo destino. Un’inquietante domanda percorre tutta la narrazione: l’assassinio del despota è lecito?
Anticomunista, Boris Savinkov (1879-1925) aderì poi ai bolscevichi e morì a 46 anni nella prigione della Lubianka in circostanze oscure.
Augusto Frassineti
   Misteri dei Ministeri
2004 - pagine 360
 
Un “classico” della letteratura italiana. Il capolavoro di Augusto Frassineti, tra i maggiori scrittori saririci del ‘900,  mette in scena con ironia corrosiva usi e mentalità della burocrazia, uno degli eterni mali del nostro paese. In forma di trattatello sulla “Ministerialità” pervenuto da un autore anonimo che propone paradossali rimedi, il libro (uscito in prima edizione nel 1952) racconta storie assurde e esilaranti di “carnefici” e “vittime” della macchina burocratica. Augusto Frassineti (1911-1985) è autore anche dei racconti Un capitano a riposo e Tre bestemmie uguali e distinte.
René Crevel
   Détours
2005 - pagine 112
 
Uno dei testi più vitali della letteratura surrealista. Il suicidio del padre, a cui Crevel assistette a 14 anni, ritorna nel libro come complesso di colpa del figlo che gliene ha suggerito il modo (il gas del fornello di cucina, lo stesso modo che lo scrittore seglierà per sé a 35 anni); con esso s’intreccia l’altro tema dell’autore, il volgere in derisione le cose, alla ricerca di una comunicazione universale che si rivelerà impossibile. Gli inganni di una partita d’amore a più voci segnano nel romanzo la solitudine a cui i personaggi sono condannati.
Dandy, omosessuale, comunista, oppiomane, Crevel lasciò un biglietto con un’unica parola: “Disgusto”.
Françoise Balibar
    Einstein 1905
Dall’etere ai quanti
2005 - pagine 160
 
1905-2005: un secolo dalla teoria della relatività che ha rivoluzionato la nostra concezione del mondo. L’autrice mostra come Einstein abbia potuto guardare lontano perché salì “sulle spalle dei giganti” che lo avevano preceduto: Galilei, Newton, Faraday, Maxwell, Lorentz; e ricostruisce - attraverso lo sviluppo dei concetti di etere e di campo - l’origine dell’ipotesi einsteiniana dei “quanti di luce”. Un’esposizione chiara e avvincente. Françoise Balibar ha curato la traduzione francese dell’opera di Einstein.
Marcel Schwob
    Cuore doppio
2005 - pagine 176
 
Leggende, fantasie, fantasie: i racconti di Marcel Schwob sono ispirati al meraviglioso in tutti i suoi registri: dall’avventura all’orrore, al sogno, all’immaginazione surreale, al comico e alla follia. L’autore porta in scena esseri emarginati come mendicanti e banditi, esperienze singolari ed estreme, sempre nell’idea che l’uomo è diviso in due e che il suo “cuore doppio” deve percorrere un lungo cammino per approdare dal terrore alla pietà.
Marcel Schwob (1867-1905) pubblicò Cuore doppio nel 1891, cui seguì Vite immaginarie nel 1896.
 
Alfred Jarry
    L’amore in visita
2006 - pagine 112
 
Con umorismo dissolvente, dissacratore, L’Amour en visites (1898) racconta le disavventure erotiche di Lucien, in cui si riflettono episodi della biografia di Jarry alla ricerca di protezioni femminili durante il servizio militare. Sono sette racconti che formano un romanzo. Negli ultimi quattro capitoli prevalgono l’allegoria e la forma teatrale, con preannunci delle opere successive, fino alla figura del patafisico Ubu. Alfred Jarry (1873-1907) fu il protagonista della vita culturale e mondana di Parigi tra i due secoli. Memorabile lo scalpore del suo Ubu Roi, in scena nel 1896. I surrealisti lo adotteranno come loro precursore.
Konstantin Vaghinov
   Il canto del capro
2006 - pagine 176
 
In un tono stralunato e grottesco, il romanzo racconta le vicende di una generazione di giovani dell’intellighemtisia russa che vede dissolversi le illusioni suscitate dalla Rivoluzione. Tra realtà e surrealtà, gli amori, le ambizioni intellettuali, i drammi personali si fondono con lo scenario sempre più cupo che annunciava la svolta politica degli anni ’30. Una rappresentazione inquietante della perdita della libertà.
Konstantin Vaghinov, esponente dell’ultima avanguardia sovietica, il gruppo Oberiu, morì di tubercolosi nel 1934. Il canto del capro uscì nel 1928.
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